PHADA MURGANIA 2000

Pittura Scultura Ceramica Fotografia

 

 

 

 

 

Paolo Del Giudice                25 aprile – 7 maggio

 

 

“… artista trevigiano il cui percorso creativo filtrato dal recupero e dalla cultura della memoria storica dei linguaggi dell’arte, trasferisce il suo punto di forze sulla poetica, sul dinamismo del taglio compositivo e sulla freschezza di esecuzione, con lo sguardo ed il pensiero non lontani dai turbamenti dell’esistenzialismo, inteso come volontà di concreta riflessione sulla condizione obiettiva dell’uomo, motivo per cui si percepisce che l’assenza di figura in molti dei suoi lavori ne suggerisce per contro una forte speculazione. …”

 

 

Carlo Barbon                        21 maggio – 4 giugno

 

“…ormai da lungo tempo si esprime artisticamente usando il linguaggio espressivo della fotografia in bianco e nero, si concentra sulla generosità della natura e dei suoi elementi…”

 

Alessio Fileccia

 

“Non c’è distacco né partecipazione: le immagini di Fileccia appaiono come riflessioni in bianco e nero sul bianco e sul nero, sulla luce, sul movimento, sulla composizione, forti di una particolare predilezione e sensibilità per il racconto”                                                    [foto: Nigeria 1977]

 

Alberto Nascinben    
          

“La fotografia di Alberto Nascinben si nutre di scenografie architettoniche immerse nel silenzio di una città popolata di assenze, (Treviso) … la cui difficile quiete viene oltraggiata unicamente da effetti di luce orchestrati  nello spazio…”

 

 

 

Nino Riondato                       18 giugno – 2 luglio

 

 

 

“Ironia, autocritica, ambiguità, realismo: l’assunto poetico riguarda frammenti, immagini, gesti, accostamenti e colori che vengono sperimentati dall’artista nella totale assenza di inibizione verso l’uso di mezzi tradizionalmente intesi, scarnificando assieme alla figura ogni bisogno di andare oltre la pura associazione di materiali, e riuscendo ad annullare l’aspetto narrativo  di ogni manifestazione individuale nell’indifferenza della ripetizione”

 

 

 

Candido Fior                        17 settembre – 1 ottobre

 

 

“…decenni di esperienza, di quotidianità, di crescita, di arricchimento, di armoniosi e sapienti connubi fra tradizione e innovazione, di soluzioni ardite nella rielaborazione di temi e forme tradizionali. Noto al grande pubblico soprattutto come ceramista, Fior esprime una creatività senza limiti attraverso l’ideazione e la realizzazione di oggetti in cui la scultura si coniuga alla pittura e l’estrema sintesi delle forme induce ad un’immediata percezione del tutto e delle parti: la sperimentazione non è mai fine a se stessa, bensì l’occasione di ascolto della materia e di successiva riflessione estetica”

 

 

 

Vinicio Momoli                     15 ottobre – 5 novembre

 

“Rigore, geometrismo, analisi del segno, elementarità di linea e di forma sostanziano l’attività artistica di Vinicio Momoli, che si autodisciplina per una costante attenzione  alla progettualità e all’organizzazione razionale dello spazio piuttosto che ad una semplice occupazione dello stesso. … I materiali sostengono una concezione dell’arte come espressione del proprio tempo, così gomma, luci neon, smalti, plexiglas vengono addizionati nello spazio, senza confluire uno nell’altro, mantenendo intatta la propria grammatica espressiva, rispettosi di equilibri e geometrie formali….”

 

 

Testi: Manuela Boz (dal catalogo della mostra)